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Il governo ha varato il decreto per la lotta alla corruzione

In attesa di conoscere meglio i contenuti del Decreto sembra si sia trovata la strada che accontenta tutti: i soci della società Expo2015, il suo AD Sala e Cantone. Secondo quello che si legge sui giornali sarà possibile nominare un commissario solo per gli appalti sospetti.

Si risolverebbe così il problema di cosa fare con la Maltauro. Coloro i quali affermavano che il protocollo di legalità firmato dalla Maltauro sarebbe stato sufficiente per richiedere la risoluzione del contratto  non  si rendevano conto che questo strumento ha la finalità di proteggere le opere e le imprese da infiltrazioni mafiose ma non c’entra nulla con l’attività corruttiva svolta dall’impresa stessa.
Paradossalmente la debolezza della posizione a favore dell’estromissione dell’azienda dipende dalla scelta della magistratura che non ha contestato finora all’impresa la violazione del D.Lgs. 231/2001.
In questo caso sarebbe stato possibile coniugare l’obiettivo di ultimare i lavori con quello di lasciare la Maltauro al suo posto, per evitare una battaglia giudiziaria, infliggendo però sanzioni molto pesanti:
•    nominare un commissario giudiziario dell’impresa estromettendo gli amministratori;
•    sequestrare l’illecito profitto derivante dall’attività corruttiva;
•    applicare il massimo delle  sanzioni pecuniarie previste dal D.Lgs. 231/2001, fino a 1,5 milioni di euro;
•    vietare alla Maltauro di contrattare con la P.A. per due anni.
Vedremo se nel seguito delle indagine emergeranno nuovi elementi e nuovi capi di accusa. Nel frattempo le imprese giunte seconde nella gara aggiudicata alla Maltauro hanno presentato richiesta al TAR per subentrare nell’appalto. Sembra però che questa sia solo una mossa tattica che prelude alla richiesta di un sostanzioso risarcimento.