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 Oil&NonOil

Il 9 e 10 ottobre si è svolta a Roma al Palazzo dei Congressi la ottava edizione di Oil&NonOil la principale manifestazione italiana dedicata al tema delle stazioni di servizio, organizzata da Verona Fiere. Giovedì 9 ho moderato il seminario “Il ruolo delle stazioni di servizio nella promozione del territorio”.


I relatori erano Tony De Amicis, Presidente della Fondazione Campagna Amica, Fabrizio Montepara, Presidente dell’Associazione ResTipica e Martino Landi, Presidente della FAIB-Confesercenti. Obiettivo dell’incontro era verificare la possibilità di fare delle stazioni di servizio un luogo in cui poter percepire il territorio circostante, poter acquistare prodotti agricoli provenienti dallo stesso e accertare quale processo autorizzativo è necessario per poter realizzare in una stazione di servizio una vendita di prodotti agricoli. Il seminario ha fornito delle risposte molto chiare e operative. Attraverso la Fondazione Campagna Amica, www.campagnamica.it, è possibile stabilire un contatto con i coordinatori dell’associazione Coldiretti a livello regionale e provinciale e concordare verificare se lo spazio messo a disposizione è utilizzabile per la realizzazione della vendita dei prodotti agricoli e chi fa che cosa, richiesta delle autorizzazioni, organizzazione del gazebo, pulizia della piazzola e modalità della concessione dello spazio. Per lo svolgimento dell’attività è necessaria solo una SCIA da chiedere al Comune in cui la stazione è collocata.
Res Tipica invece associa 27 organizzazioni di identità che promuovono e tutelano tipicità italiane: alimentari come per citarne alcune le Città del Vino, dell’Olio, del Pane, e non alimentari; come le Città delle Grotte,dell’Infiorata o del Tabacco, restipica.net. Quindi le stazioni di servizio che sono presenti in un certo territorio potrebbero fregiarsi delle tipicità e dei valori di quel luogo ed esserne rappresentanti.
Secondo il parere della FAIB nell’attuale situazione di difficoltà la realizzazione di un’intesa tra le associazioni dei gestori e quelle degli agricoltori e delle tipicità sarebbe opportuna in quanto consentirebbe di poter meglio valorizzare la stazione di servizio che potrebbe trarre da una collaborazione o un’occasione di visibilità o di rilancio o anche di integrazione del reddito, senza oneri.
La partecipazione qualificata e le domande poste hanno ulteriormente chiarito l’operatività della proposta. C’è da ben sperare che si realizzino dei casi concreti.