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PIANI ANTICORRUZIONE E PROGRAMMI DI TRASPARENZA


Con l’approvazione in data 11 settembre, da parte del CIVIT (Commissione indipendente per la Valutazione, la Trasparenza e l'Integrità delle amministrazioni pubbliche), del Piano Nazionale Anticorruzione, scatta per la Pubblica Amministrazione ma anche per le società a partecipazione pubblica l’obbligo di attuare le norme della Legge 190/2012 e in primo luogo di redigere il Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione (PTCP) entro il 31 gennaio 2014.

Oltre agli obblighi previsti per la Pubblica Amministrazione, che restano di notevole complessità, a partire dalle modalità di valutazione del rischio nella redazione del Piano, ci sono anche importanti conseguenze per le società pubbliche partecipate tenute anch’esse al rispetto dell’obbligo. In particolare per le società che hanno adottato il Modello Organizzativo e Gestionale ai sensi del D.Lgs. 231/2001 si pongono interessanti e complessi problemi di coordinamento tra l’attività del Responsabile della Prevenzione della Corruzione e quella dell’ODV ai sensi del D.Lgs. 231 e tra il Piano Triennale e il Modello Organizzativo.
Anche il coordinamento tra i Programmi Triennali per la Trasparenza e l’Integrità e i Piani Triennali della Corruzione non sono scontati.  “Di regola” il Programma Triennale costituisce una parte del Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione.
La complessità dell’applicazione delle nuove è stata oggetto del seminario organizzato da Transparency International e  svoltosi il 25 settembre alla Luiss di Roma. Parte delle relazioni è disponibile a questo link. Consiglio inoltre la lettura dell’articolo dell’Avv. Maurizio Arena.
Per una sintesi delle norme contenute nella Legge 190/2012 e nel D.L.33 14 marzo 2013si veda la presentazione allegata.